Al Rifugio Quintino Sella

Saliamo fino al paesino di Crissolo, il comune più alto della valle del Po, ai piedi del grande massiccio del Monviso, dove lasceremo il camper in sosta presso un campeggio del posto. Non si può proseguire oltre, per la giornata di ferragosto è previsto al Pian del Re un concerto di musica classica e tutti gli spostamenti in valle avvengono esclusivamente tramite navette messe a disposizione dal comune.

C’è una grande affluenza di persone e le code che si formano sono chilometriche, l’attesa supera abbondantemente l’ora e non essendo ultra sessantacinquenni fortunatamente affetti da alcuna malattia al cuore non possiamo salire fino al Pian del Re ma usufruire del passaggio solo fino al Pian della Regina.

Siamo da tempo ormai in coda ecco che arriva il pulmino ….questo è nostro finalmente saliamo… ed ecco che la solita famiglia ….burina di Roma con una manovra di rara maleducazione si incunea nel mezzo e ci soffia gli ultimi posti disponibili. Passa un’altra mezz’ora tra le mie più svariate imprecazioni, finalmente è il nostro turno… inizia la nostra avventura… e con nostra somma  e gradita sorpresa la navetta non si ferma al Pian della Regina ma ci porta fino in cima al Pian del Re. Con somma libidine mentre saliamo comodamente seduti  sul pulmino vedo arrancare sotto la pioggia per l’irta salita (ci vuole almeno un’ora) che porta al Pian del Re la cara famiglia di Roma (il karma ha colpito ancora una volta).

Scesi al Pian del Re si apre di fronte ai nostri occhi una scena apocalittica, piove e fa freddo e una moltitudine di sconsiderati che sale in alta montagna vestita come in spiaggia a Rimini con le ciabatte infradito.

Lasciamo questa moltitudine inesperta al loro cupo destino, se loro sono già arrivati per noi è solo il punto di partenza, superiamo la targa che indica la sorgente del Po per inerpicarci lungo la traccia che si stacca sulla sinistra arrivando in breve tempo per comodo sentiero sulle le sponde del lago Fiorenza. Superato lo stesso riprendiamo a salire tralasciando sulla destra la diramazione che porta al Rifugio Giacoletti, continuiamo a salire, completamente avvolti dalla nebbia, fino alla grande morena che si stende tra il Monviso ed il Viso Mozzo.  La presenza della grande montagna si avverte invisibile sopra di noi, arriviamo al Colle del Viso (mt. 2650) il punto più alto del sentiero, il rifugio è ormai a pochi minuti di cammino ma per noi ancora invisibile, si materializza all’improvviso di fronte a noi solo quando siamo ormai alle soglie del suo ingresso.

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