Alla scoperta della parte sud Orientale dell’Isola


Altra giornata dedicata al vagabondaggio alla scoperta dell’isola, lasciamo la nostra base di Marina di Campo con destinazione la parte sud orientale con il suo centro principale Capoliveri, il luogo adatto per dedicarsi ad una vacanza di mare, nei suoi dintorni infatti sono concentrate il maggior numero di spiagge di tutta l’isola. Durante il viaggio di avvicinamento sostiamo presso la spiaggia di Lacona, composta da dune di sabbia finissima

Spiaggia di Lacona

La spiaggia di Lacona, come un arco dorato alla fine del golfo omonimo si offre ai vostri occhi con il suo arenile di ben 1200 metri secondo solo a quello di Marina di Campo vanta il record di essere rimasta l’unica spiaggia di tutto l’arcipelago toscano che ha conservato integre alcune aree dunali dove fiorisce il giglio di mare.

Spiaggia di Lacona

Prima di salire le pendici sulle quali sorge Capoliveri ci attardiamo ancora un poco lungo le coste del suo capo per poter ammirare la bella spiaggia di Madonna delle Grazie che deve il suo nome al piccolo santuario che sorge nelle sue vicinanze. La piccola spiaggia in una caletta dall’aspetto selvaggio presenta un’arenile composto da sabbia mista a piccoli sassolini ma le sue trasparenze marine sono veramente stupefacenti.

La selvaggia baia che ospita la spiaggia della Madonna delle Grazie
L’arenile della spiaggia della Madonna delle Grazie

ed eccoci finalmente giunti a Capoliveri, il centro più vario di tutta l’isola, in grado di unire alla bellezza delle varie insenature e baie che lo contornano da tutti i lati, le piazze e le stradine del vecchio borgo medievale di cui ha mantenuto l’aspetto, con i suoi stretti vicoli sormontati da arcate che qui vengono chiamate “chiassi”.  Arroccato su di un colle ad un’altezza di 167 metri  è in grado di offrire una bella terrazza che domina il mare e offre fantastiche vedute della costa meridionale dell’Isola.

Capoliveri la bella piazza /terrazza che domina la costa meridionale dell’isola

Il bel borgo di Capoliveri

Composto da quattro rioni: il Fosso, la Torre, la Fortezza ed il Baluardo, girovagando per il suo centro storico tra case alte e strette dai balconi fioriti in cui si alternano negozi, botteghe artigiane, deliziosi baretti, bistrot, enoteche e ristoranti dove è possibile gustare piatti tradizionali accompagnati da un buon bicchiere di ottimo vino, per i patiti dello shopping non mancano le boutique alla moda o i caratteristici mercatini rionali.

Le viuzze di Capoliveri

Paese dalle origini antichissime già conosciuto ai tempi dei romani con l’appellativo di Caput Liberum, sacro a Libero ovvero il più conosciuto Bacco, in quanto luogo ricco di rinomati vigneti. Si trova inoltre al margine di una vasta zona mineraria che in passato dava lavoro a molti abitanti del posto, oggi luoghi abbandonati e riconvertiti al turismo escursionistico con visite guidate nella natura selvaggia del vasto comprensorio del monte Calamita che anche noi visiteremo percorrendo una lunga strada sterrata.

Le vie ed i negozi di Capolivieri

Panorama da Punta Calamita

Punta Calamita

Statua in memoria degli antichi cavatori

Una bella veduta dei vari promontori dell’isola

Terminata l’escursione al monte Calamita ci dedichiamo alla scoperta delle varie e rinomate spiagge ubicate nei dintorni, la prima è quella di Morcone proprio sotto Capoliveri nel versante sud del monte, la baia è molto suggestiva protetta da due alte pareti ricoperte da una rigogliosa vegetazione mediterranea. Noi l’abbiamo trovata molto frequentata forse perché molto antropizzata dagli ombrelloni dei diversi stabilimenti balneari che lasciano davvero poco spazio alla balneazione libera. 

La spiaggia di Morcone

Un piccolo tratto di costa ed eccoci sulla spiaggia di Pareti anche questa immersa nella macchia mediterranea, mare azzurro e sabbia dorata.

Spiaggia di Pareti

Terminiamo il giro della parte meridionale dell’isola e ci ritroviamo a Porto Azzurro ormai nel tardo pomeriggio, per non farci cogliere dal buio durante il tragitto di ritorno dobbiamo rientrare in fretta rinviando la scoperta della cittadina e delle sue spiagge al giorno successivo. Prima di lasciare la cittadina solo  una fugace veduta del Forte Focardo una fortificazione costiera situata all’imbocco portuale di Porto Azzurro.  

Forte Focardo

Promessa mantenuta ed al mattino presto sia già a Porto Azzurro, questo grazioso borgo di pescatori si manifesta davanti ai nostri occhi al termine dell’ultima curva in tutto il suo splendore, con le sue casette multicolori tutte ammassate intorno al suo pittoresco porticciolo, e la sua piazza con le fontane che realizzano affascinanti giochi d’acqua, si dice che sia la piazza più bella di tutta l’isola.

Porto Azzurro

Il paese è letteralmente sovrastato dalla massiccia mole del forte San Giacomo, oggi sede del carcere, quindi non visitabile, ma noi saliremo fin sotto le sue mura per poter godere dello straordinario panorama che è possibile ammirare dall’alto ma anche perché da qui ha inizio il sentiero che conduce ad alcune delle più belle spiagge dei dintorni in successione Barbarossa, Reale e Terranera.

Porto Azzurro – Piazza Matteotti con i suoi giochi d’acqua

Questo trekking denominato “la passeggiata Carmignani” è un sentiero attrezzato che collega il lungomare di Porto Azzurro e costeggiando le mura del  forte San Giacomo, la fortezza spagnola che sormonta il paese conduce in poco più di un chilometro alla spiaggia Barbarossa. L’interno percorso è attrezzato con panchine per la sosta e per godere del panorama ed è accessibile a tutti, grandi e piccini.

Spiaggia Barbarossa

Curiose le diverse teorie sull’origine del suo nome, secondo alcuni deriverebbe dal pirata Khayr-al-Din Barbarossa che in passato razziava costantemente le coste dell’isola, per altri è dovuta al colore rosso di una falesia che sormonta la piccola caletta alla sinistra della spiaggia, che vista da lontano somiglia propria ad una barba. Bello il contesto in cui è inserita questa bella spiaggia di ghiaia scura mista a sabbia, con alle spalle le aspre vette di Monte Castello e Cima di Monte interamente ricoperte da una lussureggiante vegetazione.

Da qui continuando lungo il sentiero che percorre la zona di Capobianco arriviamo in pochi minuti alla spiaggia di Reale.

Spiaggia di Reale

La spiaggia di Reale si trova alla base dell’omonima valle, composta da sabbia mista a ghiaia media e fine, chiara e rossiccia con un fondale profondo e roccioso anche dopo pochi passi per questo motivo molto frequentata dagli amanti dello snorkeling.

Alle sue spalle è presente un camping con annesso ristorante e market, mentre alla sua sinistra è ubicato un ampio parcheggio utilizzabile sia da chi voglia recarsi in spiaggia sia da tutti quelli che vogliono raggiungere con poca fatica la vicina spiaggia di Terranera.

Parte infatti da qui un sentiero che in soli 10 minuti permette di raggiungere la spiaggia di Terranera famosa per la sua sabbia nera e brillante e il laghetto verde di acqua sulfurea.

Verso la spiaggia di Terranera

Dalla spiaggia di Reale prima di giungere alla famosa spiaggia con il laghetto occorre attraversare una piccola caletta di una caratteristica sabbia nerastra, scintillante delle pagliuzze di ematite e pirite.

La caratteristica spiaggia di Terranera

La spiaggia di Terranera la sua particolarità è dovuta al bellissimo laghetto da cui la spiaggia prende il nome un piccolo specchio d’acqua di colore verde smeraldo, in netto contrasto con il blu intenso del mare.

Il piccolo laghetto si è formato in seguito al riempimento di un pozzo minerario con acqua solforosa, un tempo era possibile bagnarsi nelle sue acque ma oggi per ragioni di sicurezza è severamente vietato.

Una piccola lingua di sabbia divide il laghetto dal mare rendendo il tutto un’ambiente unico e particolarmente affascinante e spettacolare.

La spiaggia Terranera

Rientrati a Porto Azzurro ci dirigiamo verso Portoferraio diretti verso il capo dell’Enfola per dedicarci alcune ore di sano relax con bagni di sole e mare presso la sua spiaggia.

La piaggia di Punta Enfola

Dopo alcune ore di dolce far niente riprendiamo la via per correndo la strada che segue la conformazione della penisola fino alla piccola spiaggia di Capo Bianco, vero gioiello dell’isola dell’Elba, abbagliante alla vista in quanto circondata da bianche falesie che la riparano dai venti, composta da ciottoli anch’essi bianchi, mare cristallino dai bassi fondali ed un’ottima esposizione che le assicura il sole fino all’ora del tramonto.

Spiaggia di Capo Bianco

Per il nostro ultimo giorno di permanenza sull’isola abbiamo deciso di regalarci un’intera giornata a crogiolarsi al sole ed abbiamo scelto la spiaggia della cittadina di Cavo in quanto si trova nella parte dell’isola più lontana dalla nostra base e che non abbiamo ancora visitato.

Ci dirigiamo quindi verso la meta imboccando il Volterraio, una strada ricca di tornanti mozzafiato, che sale ripida e veloce fino alla vetta, da cui si gode di una vista imperdibile su Portoferraio, scendiamo quindi fino al bivio Rio Elba – Rio Marina per indirizzarsi verso quest’ultima località. 

Percorrendo le sue curve insidiose avrete sempre a sorvegliarvi dall’alto la severa mole del castello del Volterraio, una delle poche fortezze elbane mai espugnate dai pirati turchi durante le loro scorribande contro le coste dell’Elba.

Il castello del Volterraio

Al termine della lunga discesa ci troviamo praticamente a Rio Marina un’altro piccolo borgo di pescatori, anche se in realtà nel suo passato era diventato il principale centro di estrazione e trasporto del ferro, per millenni il suo piccolo porticciolo è stato utilizzato a questo fine. 

Il piccolo borgo di Rio Marina

Solo con la chiusura delle miniere il paese ha intrapreso la via del turismo, ma ancora oggi le facciate delle sue case riflettono le tipiche tonalità rossastre del ferro, mentre rivive il suo passato nelle vecchie fornaci ancora visibili e nel colore della sua spiaggia nera d’ematite.

Rio Marina

Il suo piccolo porticciolo ingombro d’imbarcazioni oggi come in passato è ancora dominato dalla mole della torre detta degli Appiani  o dell’Orologio.

Spiaggia della Laconella

Puntando ora con decisione verso nord, lungo la strada che percorre il perimetro del capo si alternano davanti ai nostri occhi immagini di spiagge appartate, solitari pescatori che solcano onde dal blu intenso con i loro piccoli gozzi, fino all’inconfondibile sagoma dell’isola di Palmaiola sormontata dal bianco faro della marina militare, deve il suo nome all’abbondanza in passato di palme nane.

solitari pescatori

Un’altra spiaggia prima di Cavo

Isola Palmaiola

Pochi minuti ed eccoci giunti al nostro capolinea la cittadina di Cavo, una piccola frazione balneare e il più vicino collegamento con la terraferma, il suo nome pare derivi da “capo” in quanto sorge proprio sulla punta estrema al nord dell’isola.

Cavo

A ricordo della splendida vacanza trascorsa sull’isola portiamo con noi un dolce tipico elbano la “schiaccia briaca”  dall’aspetto rosso ed asciutto viene prodotto con molta frutta secca, vino Aleatico ed Alchermes un’autentica bontà, ancora più gustoso (dicono) se inzuppato nel vin santo.

La schiaccia briaca

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