Fussen

E’ finita la pacchia, piove a dirotto e ci vediamo costretti a cambiare i nostri programmi andremo subito al castello di Linderhof. Arriviamo in loco intorno alle 12.00 e continua a piovere, decidiamo quindi di pranzare prima di uscire. Anche alla fine del pranzo continua a piovere, abbiamo rinviato al massimo, non ci resta che scendere armati di mantelle ed ombrelli per difenderci da Giove pluvio. Miracolosamente dopo pochi minuti che siamo usciti dal camper esce il sole che trasforma totalmente la giornata.

Il castello di Linderhof

Tralasciamo la visita all’interno del castello avendolo già visto lo scorso inverno per dedicarci totalmente all’immenso parco che nella visita precedente era impraticabile per la grande quantità di neve presente. Dove in inverno era tutto un bianco ora è una piacevole varietà di svariate tonalità di verde intervallate a macchie multicolori di fiori.

Volgendo lo sguardo verso nord alle spalle del castello si sviluppa un’ampio giardino all’inglese con al centro una grande cascata che si versa in una vasca con statue zampillanti dominate dalla figura di Nettuno.

Sul lato est del castello nei giardini è visibile una vasca rotonda con al centro una statua dorata di Cupido nell’atto di scoccare la sua freccia.

Inoltrandosi verso sud attraversando la terrazza con la grande vasca dove al centro zampilla un gruppo scultoreo dorato raffigurante la dea Flora. Lasciamo il giardino salendo la bella scalinata in marmo fino al bel tempio rotondo dedicato a Venere e volgendo lo sguardo alle proprie spalle, dall’alto si ha una veduta d’assieme veramente spettacolare.


Ma le meraviglie di questa tenuta non sono finite, inoltrandoci nel suo immenso parco è possibile vedere il Chiosco Moresco dove Ludwig si raccoglieva a leggere e sorseggiare tè oppure dava fastose feste notturne in costumi orientali.

Il Chiosco Moresco

All’interno dello stesso al centro è visibile il suggestivo trono dei pavoni 

Al culmine di una lunga scalinata si giunge dinanzi alla Casa Marocchina riacquistata e riportata nel parco nel 1998, dopo essere stata venduta dal governo bavarese alla morte del sovrano nel 1886.

La Casa Marocchina

Per ammirare le altre bellezze che ancora sono celate all’interno di questo parco bisogna attrezzarsi per una lunga passeggiata in mezzo a boschi lussureggianti.

fino a giungere dinnanzi ad un incantevole rifugio alpino, interamente costruito in legno ed arredato con pelli d’orso alle pareti, tavolo in legno, la classica pentola che cuoce su di un’enorme camino ed al centro del rifugio un’albero gigantesco.

Il rifugio alpino


L’interno del rifugio alpino

Ci siamo lasciati per ultima la chicca di tutte le stramberie partorite dalle mente di questo sovrano decadente “La grotta di Venere” una vera grotta con all’interno un laghetto sul quale navigare con una barca a remi a forma di conchiglia ed un palcoscenico sul quale venivano rappresentate le opere di Wagner, dotata di elettricità ed effetti speciali con la quale si poteva cambiare il colore delle luci

La grotta di Venere

Terminata la visita e riguadagnato il camper per rientrare a Fussen, sulla via del ritorno bisogna sconfinare per una breve tratto in Austria costeggiando il bel lago Plansee dove sfruttando gli ultimi raggi di sole sostiamo per far giocare un poco le figlie sulle sue rive.

L’invaso del lago Plansee

Per l’ora di cena arriviamo all’area attrezzata di Fussen, il tempo di un gelato in piazza e comincia nuovamente a piovere. Risveglio sotto un’autentico temporale, e nonostante la nebbia ci rechiamo ugualmente alla stazione di partenza della funivia. Nonostante il tempo nuvoloso la visione dei castelli di Neuschwanstein e di Hohenschwangau con alle spalle il lago è davvero indimenticabile non oso pensare l’effetto in una bella giornata di sole.

Hohenschwangau

Hohenschwangau

I due castelli
Neuschwanstein

Il castello di Neuschwanstein

Fiabeschi laghi Alpini

Fussen vista dall’alto del monte Tegelberg

Una volta ridiscesi a valle facciamo in tempo a salire con l’ultima carrozza ai piedi del Castello di Neuschwanstein per poterne godere di un’ultima veduta dal Ponte di Maria prima di salutarlo e rientrare verso casa scrivendo la parola fine su questa bella vacanza

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