Granada


Fagli la carita, o donna, perché non c’è niente di più triste nella vita che essere cieco a Granada


Soli 60 chilometri ci separano da Granada, nostra destinazione il Camping Reina Isabel, al nostro arrivo nel tardo pomeriggio, accaldati dal viaggio e dalle alte temperature non riusciamo a resistere all’invitante piscina, quindi tuffo di gruppo, e successiva cena rinviando a domani la scoperta di questa meravigliosa città.

Granada posizionata al centro di una fertile vallata irrorata dai fiumi Genil e Darro, si sviluppa su tre colline: l’Albayzin, il Sacromonte e l’Alhambra. Città magica per eccellenza dove si incontrano e si fondono la cultura orientale ed occidentale, dove i suoni e gli odori che si incontrano nelle sue vie riescono ad ammaliare con il suo fascino tutti i suoi visitatori. Famosa in tutto il mondo per la “Calat Alhambra” il castello rosso, antica dimora dei sovrani musulmani, che figura tra i monumenti più emblematici di tutta l’architettura mondiale, in grado di attirare ogni anno svariati milioni di turisti. La sua visita da sola vale certamente il viaggio fatto per giungere fino a qua. E’ certamente uno dei più sontuosi palazzi arabi conservati fino ai giorni nostri.

Oltre alla famosa fortezza molte sono le attrazioni che questa città è in grado di mostrare al turista curioso, la sua stessa ubicazione alla confluenza di due fiumi fa sì che uno di questi (il Darro) ne divida l’abitato in due parti distinte. Sulla destra del fiume si trova il Barrio dell’Albaycin l’antico quartiere in cui si stanziarono i Mori dopo la Reconquista che, con le sue vie strette e tortuose conserva il tipico aspetto arabo. Girovagando per i suoi vicoli

o nel suo colorato souk

è possibile giungere nella famosa via delle “teterie” dove in uno degli innumerevoli locali è possibile gustare un buonissimo e bollente tè, letteralmente immersi in un enorme e soffice divano tra i pungenti e fragranti odori di spezie.

Oppure salendo le sue ripide vie

per giungere al famoso “Mirador di San Nicola” dal quale si gode la migliore veduta dell’alhambra.

Parafrasando il suo più illustre e conosciuto concittadino il poeta e drammaturgo Federico Grazia Lorca che declamava: “chi cammina dimentica e chi si ferma sogna”, noi camminiamo sognando per il suo centro storico fino a giungere dinanzi alla monumentale cattedrale cittadina conosciuta come Cattedrale di Santa Maria dell’Incarnazione. Fortissimamente voluta dai sovrani Ferdinando ed Isabella di Castiglia quale segno tangibile della vittoria dei cristiani sugli arabi. La sua edificazione ebbe infatti inizio nel 1492 a seguito della Reconquista della città. Ci vollero 200 anni prima che fosse terminata ed oggi rappresenta la più grande espressione di chiesa rinascimentale in Spagna.

Cattedrale Santa Maria dell’incarnazione

Ma i veri tesori sono conservati all’interno della stessa, da non perdere la Cappella Reale dove sono conservate le spoglie dei due sovrani, I sarcofagi de Los Reyes Católicos furono realizzati in marmo di Carrara dallo scultore italiano Domenico Fancelli.

Portale Nord ingresso Cappella Reale

In seguito alla riconquista della città i cattolici misero in atto la cancellazione di tutti i luoghi simbolo della precedente cultura, fu così che ebbe inizio la distruzione di tutti i bagni arabi, considerati dai nuovi regnanti luoghi di perdizione e prostituzione. Per i mori di Granada i bagni rappresentavano il luogo principe dove esercitare il rituale della pulizia fisica e spirituale. Erano soliti infatti frequentarli per rilassarsi, per discutere di politica e religione, abbandonarsi a qualche massaggio tonificante o semplicemente per curarsi con le acque, in locali accuratamente separati tra gli uomini e le donne. Fortunatamente uno di questi luoghi è sopravvissuto all’annientamento ed è visitabile ancora ai giorni nostri. Si tratta del “Banuelo” ubicato sulle sponde del fiume Darro è costituito da varie sale: lo spogliatoio, la sala di riunione per massaggi, ed infine i bagni veri e propri con le due sale quella dell’acqua fredda e quella dell’acqua calda. Da notare le volte con i lucernari ortogonali a forma di stella e le arcate con i capitelli romani, visigoti e dell’epoca del califfato.

I famosi bagni arabi

Non si può soggiornare a Granada senza far visita al quartiere gitano del Sacromonte, è qui che bisogna venire per respirare la tipica atmosfera gitana e per poter assistere ad una esibizione del tradizionale ballo del Flamenco.


Cristoforo Colombo incontra la Regina Isabella

Girovagando per Granada numerosi sono ancora gli angoli e gli edifici degni di nota tra questi merita una citazione il monastero di San Isabella, ubicato all’interno del quartiere arabo di Albayzin, ha mantenuto inalterato il suo aspetto originario. Ai tempi dei mori era detto il palazzo di “Dar-Al-Horra” il palazzo della donna onesta in onore della madre del re Boabdil ultimo monarca arabo in Spagna.

Statua del Saladino

Narra la leggenda che il sovrano musulmano in fuga da Granada giunto sulla vetta delle Alpujarras volgendo un’ultima volta il suo sguardo addolorato alla sua amata città non seppe trattenere un moto di pianto.

A quel punto la madre Aicha lo rimproverò dicendogli:

Fai bene a piangere da donna, ciò che non hai saputo difendere da uomo

Granada – Piazza Nueva
Veduta della città di Granada

da quel momento quel luogo porta il nome che ricorda il suo dolore: la Cuesta de las lágrimas – la collina del pianto

Monastero de la Cartuja

Un’altro edificio assolutamente da non perdere si trova su di una collina a tre chilometri nord dal centro della città è il monastero di Cartuja detto anche la Certosa. Considerato uno dei più bei monasteri dell’Andalusia, la sua edificazione ha richiesto la bellezza di 300 anni, casa dei monaci dell’ordine dei Certosini presenta una fusione di stili diversi, gotico, rinascimentale e barocco. Al suo interno è visibile l’altare con baldacchino in legno dorato, quadri di Juan Sánchez Cotán e Pedro Atanasio Bocanegra, la cupola affrescata da Cordova Antonio Palomino ma la vera attrattiva è la meravigliosa sagrestia realizzata dal maestro del barocco andaluso Francisco Hurtado Izquierdo.

Monastero de la Cartuja – la Certosa di Granada

La giornata termina con una cena al ristorante menù tipico andaluso e domani ci attende la scoperta dell’alhambra

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