Gruyere

Oggi giornata dedicata all’immersione in un pittoresco e tradizionale villaggio svizzero. Lasciamo Montreux con la linea ferroviaria secondaria che collega tra loro i paesi di Palézieux, Châtel, Bulle prima del suo capolinea a Gruyéres. Attraversiamo le Prealpi friburghesi ed il paesaggio che scorre veloce dai finestrini è caratterizzato da ampie vallate ingombre di neve, intervallate da piccoli paesi sovrastati da severe cime innevate.

Si parte!!

Immersi in un paesaggio bianco fatto di neve

Il nostro panorama dai finestrini

La piccola stazione d’arrivo

Eccoci finalmente giunti a Gruyères la patria del famoso omonimo formaggio, assolutamente da non confondere con quello che noi erroneamente chiamiamo Gruviera, che nella realtà si chiama Emmenthal il formaggio coi buchi. La Gruyère originale non ha buchi sulle sue superficie e viene prodotto con solo latte intero crudo di vacca, a pasta pressata, ed al termine della lavorazione assume una forma tondeggiante.

I locali nei quali viene stagionato il Gruyère

Non appena giunti alla stazioncina di arrivo, nonostante il clima grigio e plumbeo, subito balza agli occhi che Gruyères è il tipico paesino che pare uscito dalle pagine di una fiaba dei fratelli Grimm.

Il borgo arroccato ed antico di Gruyères

Incantevole cittadina medievale ubicata su una piccola collina dominata da un castello circondato da alte mura fortificate, interamente circondata da ampi pascoli sui quali brucano le famose vacche friburghesi a chiazze bianche e nere, dal cui latte viene prodotto il saporito formaggio locale, famoso in tutto il mondo: “il Gruyère” dal nome del paese.

Il centro storico di Gruyères

Questo gustoso formaggio dalla storia antica vanta una tradizione che risale addirittura al 1115, nasce tra questi pascoli incontaminati, incastonati tra il monte Moléson e il Dent du Chamois dove si respira l’aria fine di alta montagna.

Al centro della parte moderna del paese, proprio ai piedi della collina del castello, non poteva mancare “La maison du Gruyère” (la casa del Gruviera) caseificio-museo dedicato al suo prodotto principe.

Girovagando per le sue sale si respira la storia delle sue valli, con le sue usanze ed i costumi tipici, e si percorre tutta la vita di questo formaggio dal conferimento del latte da parte dei contadini (due volte al giorno) alla lavorazione del latte crudo da parte dei casari fino alla creazione delle forme.

Mentre si assiste alle diverse fasi della lavorazione, si odono in lontananza i caratteristici suoni dei campanacci, si respira l’odore del fieno d’alpeggio e delle altre erbe di montagna.

Per una sola forma di formaggio di 35 kg sono necessari 400 litri di latte.

Dopo esserci gustati una superlativa raclette in un ristorante del villaggio saliamo in pochi minuti alla collina che ospita il scenografico castello.

Il castello di Gruyères

Antica dimora dei Conti di Gruyères vassalli di casa Savoia, si presenta oggi come un luogo di storia e tradizioni, con le sue belle stanze riccamente arredate che rievocano sia l’epoca feudale (cucina e sala di guardia) che le epoche successive. 

Le diverse sale che si dispiegano davanti ai nostri occhi durante la visita sono tutte meravigliose, ma la magnificenza della Sala dei cavalieri  lascia veramente senza fiato, con la sua decorazione murale dipinta da Henri Baron e Barthélemy Menn su  schizzi di Daniel Bovy, rappresentante le leggende della Gruyère, mescolate con la storia dei Conti.

Castello di Gruyères – La Sala dei Cavalieri
Castello di Gruyères – Sala della Caccia

All’interno del percorso museale oltre alle sue sontuose stanze è possibile assistere ad un interessante filmato che percorre la storia del castello, ammirarne le preziose vetrate risalenti al Medioevo, visionare una mostra di artistici presepi napoletani ed entrare nella Sala Fantastica che ospita una serie di dipinti   con una visione onirica del castello e della città realizzata da artisti contemporanei.


Il cortile interno contornato da possenti bastioni ospita dei giardini con aiuole alla francese e la chiesetta dedicata a San Giovanni Battista.

La chiesetta dedicata a S. Giovanni Battista

Un’ultima curiosità legata al nome del castello, probabilmente legato al simbolo araldico della gru, lo stesso è visibile non solo in tutte le stanze del castello ma anche nello stemma dipinto sui muri all’esterno. 

Terminata la visita al castello per rientrare alla stazione dei treni dobbiamo nuovamente attraversare il centro storico di Gruyères, si sono accese le prime luci , il freddo pungente, le prime ombre che si assembrano in cielo, l’assenza di auto ed i pochi turisti tutto contribuisce a creare un’atmosfera fiabesca.

L’atmosfera fiabesca del centro storico di Gruyères

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