Il Matese ed il Tratturo

Il nostro itinerario giornaliero prevede la scoperta del bel borgo di Gambatesa con visita al suo scenografico castello, per poi inoltrarci lungo l’antico tragitto del Tratturo Pescasseroli-Candela e raggiungere infine l’oasi WWf di Guardiaregia

Qui è prevista una bella passeggiata tra le sue imponenti faggete, lungo sentieri ombreggiati fino ad arrivare ad ammirare la cascata di San Nicola.

Nel tardo pomeriggio sarà la volta del prezioso sito archeologico di Altilia, l’antica città romana alle pendici del Matese che conserva ancora la cinta muraria, le quattro porte monumentali, il teatro, il foro e le affascinanti colonne della basilica.

Sulla collina che sovrasta i resti di questa città sorge la moderna Sepino annoverata tra i più bei borghi d’Italia, girovagando tra i vicoli del centro si possono scoprire autentici tesori.

Per la notte è prevista la sosta presso l’antica città di Bojano, dominata dal suggestivo borgo medievale di Civita.


Cominciamo con un caloroso plauso al Comune per l’ospitalità nei confronti  dei camper, nei pressi di  del campo sportivo è stata infatti ricavata una piccola ma ottima area di sosta, asfaltata con carico, scarico e corrente elettrica gratuita. L’intero paese si mostra favorevole e ben disposto nei confronti dei camperisti. Se vi trovate in zona non mancate di venire a scoprire questo piccolo ma incantevole borgo. Un modo di ringraziare chi cerca con ogni mezzo di promuovere una realtà forse poco conosciuta ma da rivalutare.

Gambatesa l’area di sosta attrezzata GRAZIE !!!!!!!

Il centro storico del paese conserva quasi intatta la struttura medievale con vicoli, portici, cortili e ripide scalinate che conducono il visitatore alla Chiesa Madre ed al castello. L’intero percorso è abbellito da fioriere ricavate da vecchie scarpe riciclate e poste in bella mostra con cartelli che riportano proverbi o modi di dire dialettali.

Gambatesa – abitazioni del centro storico

Girovagando per le strette viuzze si giunge inevitabilmente sullo slargo che ospita uno di fronte all’altro, la chiesa Madre ed il Castello.

Gambatesa – Chiesa Madre

Qui giunti sull’altura del colle Serrone, nel cuore del centro storico, dove sorge un maniero medievale trasformato in elegante dimora signorile nel rinascimento, impreziosito dagli affreschi cinquecenteschi realizzati da Donato da Copertino. Qui si intrecciano storia, arte e paesaggio dall’alto dei suoi spalti si può godere di una vista imperdibile sul lago d’Occhito.

Gambatesa – Il castello Capua

Panorama sul lago d’Occhito

Posizionato in questo territorio di frontiera tra Molise e Puglia tra dolci declivi erbosi, dove il controllo delle vie di transumanza fece la ricchezza delle famiglie che si succedettero come signori del posto.

Il locale castello rappresenta il simbolo di questa prosperità

Purtroppo abbiamo fatto i conti senza l’oste… oggi è lunedì ed il castello è chiuso per riposo settimanale. Andremo via senza poter godere della vista degli splendidi affreschi presenti nelle varie sale.


L’abitato di Guardiaregia

Nostra prossima meta il grazioso villaggio di Guardiaregia immerso nel verde del Matese, meraviglioso il colpo d’occhio non appena si affrontano i primi contrafforti che salgono verso il paese, le case sembrano crescere come fiori incolti di prato nel mezzo della natura incontaminata che l’avvolge.

Si rimane affascinati dalle sue bellezze naturali non a caso il comune fa parte di una delle più grandi oasi del WWF in Italia, quella di Guardiaregia-Campochiaro, boschi, grotte, la cascata di San Nicola e le splendide gole del Quirino

Guardiaregia – le ultime case del paese affacciate sullo splendido canyon del Quirino

Guardiaregia vista dall’alto del suo castello

Girovagando lungo gli angusti spazi, tra piccole stradine ed angusti vicoletti salendo fino alle rovine del castello per avere una visione d’insieme dell’intero paese caratterizzato dalla chiesa di San Nicola di Bari, gialla ed imponente a sovrastare le modeste casette che le fanno da corona.

Guardiaregia – Riserve per l’inverno

Guadagniamo in breve l’ingresso dell’oasi per imboccare il sentiero natura “San Nicola” ed ammirare dall’alto la gola del Quirino con la sua celebre cascata, dove l’acqua dovrebbe compiere un salto di oltre cento metri.

Il condizionale è d’obbligo in quanto la perdurante siccità ha prosciugato totalmente la cascata, si resta comunque impressionati dalla vista dell’imponente monte Mutria e dall’immensità dei boschi di faggi che ne ricoprono tutta l’area.

Guardiaregia – il punto panoramico sulla cascata asciutta

Ed ora un suggerimento per tutti i buongustai e gli amanti del cibo genuino in genere, chiunque passi attraverso queste lande non può mancare una visita alla fattoria dell’oasi “De Francesco” .

Qui troverete prodotti tipici di qualità sopraffino caciocavallo, scamorze, treccie, caciotte, burrate ed una ricotta che procura autentiche visioni in tutti coloro che l’assaggiano. Tutti i prodotti vengono confezionati con latte di animali allevati allo stato brado, nella salubrità di questo magnifico territorio 

Noi ci siamo fermati ed abbiamo fatto incetta di prodotti (formaggi, latticini, salumi ed anche un ottimo vino) tutti realizzati con una passione per la qualità infinita…..e non ce ne siamo pentiti… anzi faremo ordinazioni anche da casa.

Abbandonati a fatica gli ospitali locali dell’Azienda “De Francesco” ci dirigiamo verso Altilia il villaggio sannitico sviluppatosi ai piede del Matese, nella piana del Tammaro ai lati del tratturo Pescaserroli-Candela.

Altilia – Il teatro

Appena varcata una delle quattro porte che permettono l’accesso a questa antica città, ancora oggi protetta da una possente cinta di mura, sulla nostra destra si materializza la cavea del teatro, ancora oggi circondato dalle rustiche case dei contadini.

Altilia – Le colonne della basilica

Mentre lungo il decumano si allineano le terme, il foro con la basilica augustea, abitazioni e fontane di quest’antico sito sannitico fondato poi come municipio dai Romani nel I secolo a.C.

Altilia – La porta di Bojano

In alto a sovrastare le antiche rovine contornato da una natura sovrabbondante si trova un borgo medievale cinto da mura, al cui centro si erge la Chiesa di Santa Cristina dall’affascinante colonnato in pietra molto elegante.

Sepino – Il borgo

Si tratta di Sepino l’ultimo paese del Molise al confine con la Campania, uno scrigno che custodisce autentici gioielli, al suo interno sono infatti custodite magnifiche testimonianze del passato, molto scenografica la piazza Nerazio Prisco nella parte alta dell’abitato.

Sepino – Piazza Nerazio Prisco

Scorci del magnifico centro storico medievale di Sepino

Giungiamo a Bojano che è ormai buio e ci fermiamo per la notte presso il vasto parcheggio del supermercato Lidl, prossimo alla chiusura.

Vedi le mie foto Prosegui il viaggio