Isernia

Isernia


Eccoci nel secondo capoluogo di provincia della regione: ISERNIA nel cuore verde del Sannio, sorge su un promontorio tra due fiumi, è una città molto antica e ricca di testimonianze storiche-artistiche.

Isernia – Chiesa di San Francesco

Isernia è in sostanza una lunga strada maestra che sale dalla valle lungo la cresta di un monte, in origine una città medievale chiusa da porte (ai giorni nostri ne resta una soltanto) con al centro la piazza principale con il convento di San Francesco.

Isernia – La strada principale del centro Storico

Questa unica strada molto stretta in cui convivevano i quattromila abitanti con relativi animali al seguito (cavalli, buoi, pecore e maiali) che la legge consentiva uno per famiglia

Isernia – Porta S.Pietro l’unica superstite delle quattro esistenti

Tutto cambia nell’ottocento con l’esecuzione di un nuovo piano regolatore che prevederà l’arrivo della ferrovia sull’altopiano, la piazza del mercato con i suoi portici viene trasferita davanti alla porta e la facciata della cattedrale spostata lì dalla strada maestra, a significare che la Chiesa non aveva nulla contro i commercianti, i mercanti, le taverne e le locande.

Isernia – La Cattedrale

Viene creata una nuova piazza più a nord intitolata a Celestino V, il più celebre dei suoi concittadini, dove si può vedere la celebre Fontana Fraterna (simbolo della città) realizzata recuperando frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani.

Lavorazioni al Tombolo

L’arte di fare merletti giunse ad Isernia dal Regno di Napoli nel periodo delle regine Aragonesi Giovanna III e Giovanna IV che usavano far guarnire i loro ricercati abiti di merletti con tombolo locale.

ancora oggi è possibile osservare nei vicoli cittadini anziane signore intente alla lavorazione al tombolo, che danno continuità alla preziosa tradizione, che, attraverso il corso di cinque secoli, continua fino ai giorni nostri.

Pescolanciano – Castello D’Alessandro

Lasciamo Isernia ed attraverso “la Porta dell’Alto Molise” questa la definizione del paese di Pescolanciano ci dirigiamo verso le montagne molisane. Il tempo tiranno (intendiamo giungere alla meta prima che faccia buio) non ci consente di visitare il paese appartenente all’associazione dei ” Borghi autentici d’Italia” , solo una fugace veduta del bel castello D’Alessandro che caratterizza l’immagine di tutto il villaggio.

Giungiamo in loco che cominciano ad accendersi le prime luci nelle case, siamo a Pietrabbondante un’altro comune amico dei camperisti, infatti anche qui all’ingresso del paese è posizionata una bella area attrezzata, pianeggiante dotata di carico e scarico e colonnine per la corrente, il tutto gratuitamente a disposizione di tutti gli equipaggi che vogliano passare qui la notte.

Scende la sera sul borgo di Pietrabbondante

Ci troviamo ad oltre 1000 metri s.l.m. e l’aria della sera è bella fresca, la prima veduta del paese non lascia assolutamente indifferenti, un grappolo di case magnificamente incastonato tra massiccie rocce che da queste parti vengono chiamate “Morge”.

Pietrabbondante

Posizionato nei pressi del tratturo Celano-Foggia con la possente mole del Monte Caraceno che incombe sul piccolo abitato.

Pare che il nome del paese derivi dalla notevole abbondanza di rocce disseminate lungo tutto il territorio

Di origine medievale molte abitazioni del paese sono state edificate con pietre sottratte al vicino sito archeologico, il paese oltre le caratteristiche naturali decantate in precedenza può vantare un’importantissima area archeologica con rovine risalenti ai Sanniti, l’antico e fiero popolo che occupava il territorio molisano prima dell’affermazione del dominio di Roma.

Pietrabbondante – Monumento dedicata al guerriero Sannita

L’area archeologica costituisce il più importante santuario e centro politico dei Sanniti, ed è costituita da un teatro delimitato ai lati da due ampi porticati e da un grande tempio.

Pietrabbondante – Il teatro ed il tempio grande

Su una terrazza naturale delimitata da un muro di contenimento, sono ben visibili un tempietto di cui rimane il podio che doveva essere preceduto da una gradinata. Una serie di edifici e botteghe lo collega al teatro-tempio.

Del teatro, costruito già a quel tempo con sedili ergonomici, si può ammirare la cavea e parte della scena, parzialmente scavata nel pendio che poteva contenere oltre 2000 spettatori.

Il Teatro-tempio

In posizione sopraelevata rispetto al teatro sorge invece il più grandioso edificio di culto che l’arte sannitica abbia saputo produrre, oltre al massiccio basamento vi sono resti di altari decorati con teste di animali e foglie.

Pietrabbondante – Le famose “Morge”

Anche il piccolo centro storico del borgo non è assolutamente da sottovalutare, un’insieme di viuzze e scalinate sulle quali si stagliano i profili inconfondibili della torre del palazzo dei baroni Marchesani e la sobria facciata della chiesa Madre preceduta da una gradinata.

L’immancabile castello longobardo ormai in rovina e all’inizio del paese vi accoglie la facciata del Municipio con davanti l’enorme monumento dedicato alla figura del guerriero sannita.

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