La Costa Orientale dell’isola


24/08/1998 ore 18.00 pronti sul molo per imbarcarci sul traghetto Tirrenia destinazione Olbia, mare calmo, traversata tranquilla ed alle 7.00 riposati e carichi giungiamo a destinazione.

Il traghetto abbandona lentamente il porto genovese

Pochi chilometri ed ecco subito la prima fermata degna di nota, ci troviamo nei dintorni di San Teodoro sulla spiaggia della Cinta ed a quest’ora mattutina, libera e deserta appare veramente immensa.

La spiaggia della “Cinta”

Passeggiamo lungo l’arenile con i piedi a bagno in quest’acqua cristallina dai riflessi indaco per percorrerla tutta andata e ritorno impieghiamo tutta la mattina e rientriamo al camper che è già ora di pranzo.

Da una meraviglia all’altra nel pomeriggio ci spostiamo a Capo Coda Cavallo, spiaggia bianca ed acque cristalline un’area protetta di 15 mila ettari inserita nell’area marina di Tavolara con il pittoresco isolotto di Proratora che la protegge dal vento assicurando così un mare sempre calmo all’interno del golfo.

Capo Coda Cavallo
L’isolotto di Proratora

Notte tranquilla in compagnia di altri mezzi nel grande posteggio della spiaggia della “Cinta” al risveglio decidiamo di scendere un poco più a sud e fermarci per un bagno ristoratore a Cala Budoni.

Sullo sfondo l’ampia spiaggia di Budoni

Una splendida spiaggia di sabbia candida ombreggiata da pini marittimi con alle spalle una grande zona umida.

Terminati i bagni di sole e di mare ci dirigiamo al paese di Posada un bel borgo medievale arroccato affacciato su acque turchesi, da lontano ben visibile il Castello della Fava costruito dai pisani nel 1200.

Il bel paesino di Posada

Tra le cinque spiagge che contornano il borgo di Posada (Su Tiriarzu, Orvile, Iscraios, San Giovanni e La Caletta) scegliamo l’ultima, ubicata nei pressi di Siniscola, un lungo litorale di sabbia chiara contornato da una verde pineta.

La Caletta

Notte tranquilla e ventilata nella bella pineta alle spalle della spiaggia così al mattino possiamo subito godere di un bel bagno in mare. L’arenile di La Caletta sono quattro chilometri di sabbia bianca che arrivano fino alla spiaggia di Santa Lucia e nel pomeriggio ci dedichiamo a questa escursione.

La spiaggia di Santa Lucia

Rientro al camper che sono ormai le 19.00 e ci mettiamo subito in marcia per trovare un bel posto dove passare la notte. Ci fermiamo a Capo Comino a due passi dal mare in compagnia di altri equipaggi.

Capo Comino

Sosta a Capo Comino

Risveglio con nuvole e così occupiamo il tempo andando a fare la spesa fino ad Orosei, nel frattempo il meteo migliora esce il sole e possiamo recarci presso la spiaggia Santa Maria di Mare.

Lo spiaggione di Santa Maria di Mare

Ancora verso sud con sosta a Dorgali dove un signore molto avveduto ha organizzato un’isola dove ad un costo tutto sommato giusto è possibile fare rifornimento di acqua e poter scaricare i liquami.

La costa nei dintorni di Cala Gonone

Scendiamo fino a Cala Gonone tranquillo borgo di pescatori con belle spiagge, dove è possibile prenotare varie escursioni in battello nei dintorni. Essendo la sosta notturna vietata in paese ci spostiamo al limitare della strada che termina sul capo nelle vicinanze della grotta del Bue Marino.

Il nostro punto sosta ed in lontananza Cala Gonone

Ancora una notte coccolati dal rumore del mare, al risveglio scendiamo alla spiaggia proprio sotto di noi per un bel bagno in queste acque cristalline. Purtroppo a differenza delle spiagge visitate finora questa è composta di sole pietre e scogli e le mie figlie se ne lamentano.

La spiaggia sotto il parcheggio

Nel pomeriggio avevamo previsto la visita alla grotta del Bue Marino che purtroppo salta a causa delle condizioni avverse del mare, optiamo così per la visita alle grotte di Ispinigoli.

L’ingresso della grotta del Bue Marino

Oggi sveglia presto abbiamo prenotato una crociera giornaliera che comprende oltre al passaggio davanti alle spiagge di Cala Luna, Cala Sisine, Cala Mariolu e Cala Goloritzé, sosta con bagno presso la Spiaggia di Cala Gabbiani e trasferimento a Cala Mariolu dove ci viene offerto il pranzo a base di pesce azzurro, formaggio, frutta oltre a vino bianco ed acqua.

Cala Luna

Cala Sisine

Cala Mariolu

Ci troviamo all’interno del cosiddetto Paradiso del golfo di Orosei, un angolo di natura incontaminata, i locali che si confidano con gli stranieri raccontano che il riflessi dei raggi solari sulla superficie del mare riempie tutta l’atmosfera intorno di un alone di magia che affascina i turisti che qui giungono da ogni parte del mondo.

Il nostro pranzo a bordo
Cala Gabbiani
Cala Goloritzé

Oggi giorno del mio compleanno ci regaliamo una nuova escursione visita con il battello alla grotta del Bue Marino. Si arriva in loco con il battello che scarica i visitatori direttamente dentro alla grotta. Le stesse si sviluppano per sedici chilometri anche se il percorso turistico ne copre solo 900 metri. La prima stanza è detta dei candelabri, la seconda molto bella è la stanza degli specchi, la terza è quella della canne d’organo. Con la quarta ed ultima stanza si giunge nel punto in cui il mare incontra un fiume che scorre sotterraneo. Narra una leggenda che questo sia il luogo in cui si recano le foche monache quando devono partorire i propri cuccioli.

La sosta a Cala Luna

Terminata la visita alla grotta, il battello ci porta alla spiaggia di Cala Luna per venire poi a riprenderci nel tardo pomeriggio. La spiaggia di Cala Luna merita tutti i superlativi che la contraddistinguono. Acque smeraldine che lambiscono la sabbia dorata di una lunga spiaggia, alle cui spalle si sviluppa un fitta foresta solcata dalle acque di un fiume che scende dalle alture che la cingono alle spalle.


Oggi lasciamo la costa per addentrarci verso l’interno destinazione il villaggio nuragico dei re pastori di Serra Orrios. Girando fra le sue rovine si compie un salto all’indietro fino all’età del Bronzo (XVI-VI sec. a.C.)

Il villaggio Nuragico di Serra Orrios

per poi proseguire fino alla suggestiva sorgente carsica di Su Gologone.

La sorgente di Su Gologone

Sorgente atipica in quanto sbuca direttamente da un crepaccio naturale della dura roccia defluendo in un profondo e limpido lago (ad oggi non se conosce ancora la misura esatta della sua profondità) dalle acque di un colore blu incantevole, la particolarità del luogo ha fatto nascere svariate leggende. La tradizione popolare sarda vuole che Su Gologone sia la casa di Maria Abbranca, donna fantastica, dotata di lunghe unghie che usa per arrampicarsi sui bordi della sorgente. Maria è una vera e propria protettrice dell’acqua, di quelle che sull’isola vengono dette mame de sa vuntana (letteralmente mamme della fontana). Chiunque sia colto a disturbare la tranquillità delle acque verrà afferrato dalle forti mani della donna e tirato giù, nelle profondità delle fredde acque.

I tetti di Orgosolo

Proseguiamo quindi verso il cuore della Barbagia, dapprima il paese di Oliena stupendamente ritratto dalla penna premio Nobel di Grazia Deledda nel suo romanzo “Canne al vento” per arrivare poi ad Orgosolo famoso per i suoi murales nonché per la bellezza spettacolare e selvaggia del suo Supramonte, impervio ed inaccessibile è stato per secoli rifugio di banditi e pastori.

Uno dei Murales di Orgosolo
Altro murales di Orgosolo
Cala la sera sul Monte Novo San Giovanni (Supramonte)

Una bella giornata di sole ci accompagna lungo i tornanti montani della strada che ci conduce a Mamoiada, cittadina famosa per il suo carnevale, caratterizzato dalla maschera dei “Mamuthones” misteriosi personaggi vestiti di pelli, col viso coperto con tragiche maschere lignee che portano attaccate sulla schiena pesanti grappoli di campanacci.

Mamuthones

Anche se meno famosi di quelli di Orgosolo anche Mamoiada può vantare sui muri delle sue vie dei bei murales.

Uno dei murales di Mamoiada
Altra immagine di Mamoiada

Ci inoltriamo sempre più lungo la montagna sarda per antonomasia il “Gennargentu”, superiamo Fonni posizionato su di un pianoro granitico alle falde settentrionali del famoso massiccio è il paese più alto di tutta la Sardegna ed importante centro di villeggiatura per gli sport invernali.

Proseguiamo sempre in mezzo ai monti e giungiamo ai piedi del Bruncu Spina la seconda vetta più elevata della Sardegna, prendendo un ripido sentiero arriviamo fin sulla vetta da cui si gode di uno splendido panorama sulle vette di tutto il Gennargentu.

Sulla vetta del Bruncu Spina
I rilievi del Gennargentu

Rientro a Cala Gonone per trascorrere la notte “al solito posto”

Lasciamo definitivamente Cala Gonone per spingerci ancora più a sud, arriviamo a Baunei, cittadina coreograficamente sovrastata da un’alto ripido muraglione calcareo, nonostante la sua vicinanza al mare, un borgo dall’aspetto montano. Da qui percorrendo un’apposita strada di quattro chilometri si arriva di fronte a SA PEDRA LONGA, caratteristico aguzzo pinnacolo alto 128 metri che si eleva direttamente dalla spuma del mare.

Sa Pedra Longa

Saliamo ora nell’immediato entroterra di Baunei all’altopiano calcareo di Golgo, un ampio pianoro ricoperto da una colata di scura lava basaltica separato dal mare dalle creste biancastre delle montagne calcaree caratteristiche dell’entroterra baunese. Qui giunti una solitaria chiesetta bianca che risalta nel contesto scuro delle rocce circostanti e poi solo pecore muli e maiali allo stato brado.

L’altopiano del Golgo
La solitaria chiesetta di San Pietro

Riguadagniamo la costa all’altezza del paese di Santa Maria Navarrese, continuando a scendere verso sud davanti ai nostri occhi al largo è ben visibile la piccola isoletta dell’Ogliastra.

L’isolotto dell’Ogliastra

Fino alla punta del Capo Bellavista ad Arbatax per ammirare le meravigliose scogliere di porfido rosso che emergono dal mare, il contrasto tra il color smeraldo del mare ed il rosso delle rocce creano un’immagine inusuale difficilmente visibile in altre parti del mondo.

Il panorama incomparabile delle rocce rosse di Arbatax

Volete, dal mare di Arbatax, fuggire per qualche ora nella natura selvaggia assoluta?, basta lasciare la costa dopo Su Marmuri ed addentrasi verso l’interno della Barbagia Seùlo. Si superano i villaggi-fantasma di Osini vecchio e Gairo vecchio abbandonati dopo un’alluvione oltre sessant’anni fa. Deviazione verso nord verso il lago alto del Flumendosa, un bel bacino azzurro circondato da pini e querce.

Salendo verso la Barbagia Seùlo
Lago alto del Flumendosa
Veduta di Gairo vecchio

Guiderete lungo strade che rimandano un senso assoluto di solitudine, nessuna abitazione, tutto intorno solo mucche, pecore e capre, con i monti del Gennargentu a farvi da corona, e i famosi torrioni calcarei Ogliastrini che ricordano certe formazioni dell’ovest americano.

tutt’intorno solo greggi di capre e pecore
Torrioni calcarei tipici della regione dell’Ogliastra

Siamo all’imbrunire il sole sta per sparire lentamente dietro le montagne, noi vogliamo tornare ad Arbatax per passare la notte da dove siamo partiti.

Giungiamo alla meta che sono ormai le 21.00 passate, la giornata è stata molto intensa con svariati chilometri lungo strade strette e piene di curve ma deliziata da panorami meravigliosi.

Lido di Orrì

E dopo la “full immersion” nella “wilderness” sarda, oggi giornata interamente dedicata ai bagni di mare, scendiamo lungo la costa dal lido di Orrì per fermarci nella località di Torre di Bari una bella spiaggia con pineta.

Come si intuisce facilmente dal nome questa spiaggia e caratterizzata da un torre di avvistamento spagnola che divide i suoi otto chilometri nel “mare degli uomini” con sabbia dorata, dal “mare delle donne”con piccoli e fini ciottoli di mare.

La torre spagnola di “Torre di Bari”

Bagni favolosi su questa stupenda spiaggia e decidiamo di fermarci fino a che non fa buio, e l’astro lunare nel pieno della sua forma si rifletta sulla superficie del mare creandone una scia luminosa che sembra infinita …un quadretto molto romantico.

Un’altra giornata dedicata al mare siamo o non siamo su di un’isola, lasciamo quindi Torre di Bari destinazione la spiaggia di Sa Perda Pera ovvero la spiaggia della pietra a forma di pera.

La spiaggia di Sa Perda Pera

A seguire la baia di Gairo dove un breve sentiero conduce alla spiaggia di Su Sirboni caratterizzata dalle rocce rosse tipiche della zona affioranti da un mare cristallino. Un’altra spiaggia all’interno della Marina di Gairo meritevole di una visita e senz’altro quella di Coccorrocci. Un’arenile di ciottoli che assumono le più varie colorazioni.

L’arenile di Coccorrocci

Sosta per il pranzo con vista sul panorama da cartolina di Capo Sferracavallo dominato da Punta Cartuccedu.

Capo Sferracavallo

Scende velocemente la sera e ci trova ancora in spiaggia a giocare a bocce.

Dobbiamo cercare al più presto un posto dove trascorrere la notte, ci troviamo in luoghi solitari non c’è nessuno in giro. Provo ad imboccare una strada buia e sterrata che conduce verso Porto Santoru, da un lato il mare a dall’altro solo macchia mediterranea. Poi all’improvviso un piccolo spiazzo a strapiombo sul mare con due camper di tedeschi. C’è ancora un posto per noi chiediamo se possiamo usufruirne. La serata termina nel migliore dei modi, una splendida luna piena si staglia di fronte a noi e solo il rumore delle onde a cullarci durante la notte.

Il nostro punto sosta notturno
Splendida notte estiva con luna piena

Al risveglio giornata interlocutoria forte vento e nuvoloni continuiamo a scendere lungo la costa ma per ora il tempo non consiglia alcuna sosta in spiaggia. Superiamo Capo San Lorenzo e ci dirigiamo verso Porto Corallo il nome ci ispira, purtroppo non è altro che un nuovo porticciolo in costruzione. Costeggiamo alcuni bei stagni dove si possono ammirare (purtroppo da lontano) colonie di fenicotteri rosa.

Sosta pranzo presso Capo Ferrato, ma il sole oggi ci ha proprio abbandonato quindi niente spiaggia. Percorriamo la Costa Rei, bella ma molto turistica si vedono molti hotel e residence le sue spiagge sono praticamente irraggiungibili. Nel tardo pomeriggio arriviamo presso la spiaggia di Cala di Sinzias, meravigliosa, un mare trasparente una sabbia finissima, purtroppo non ci sono camper in vista così decidiamo puntare direttamente Villasimius. Giungiamo al posteggio della spiaggia di “Is Traias” che è ormai buio esploreremo la zona domani.

Notte burrascosa e risveglio sotto una pioggia torrenziale con lampi e tuoni, fortunatamente dopo mezz’ora esce nuovamente il sole, ora il cielo è nuovamente limpido e ci invita ad uscire alla scoperta di Villasimius.

La bianca spiaggia di Villasimius

Siamo a settembre le orde di turisti sono ormai scomparse e ci è consentito arrivare con il camper fino al campeggio ubicato proprio dietro alla grande spiaggia di Villasimius.

La soffice sabbia bianca, il mare azzurro trasparente ci invoglia a passeggiare lungo il bagnasciuga. Ci arrampichiamo lungo il versante di un roccione che cinge la spiaggia per godere di un panorama superlativo. Alla nostra destra il Golfo di Carbonara a sinistra il lungo bianchissimo arco sabbioso della spiaggia di Villasimius e di fronte l’isola dei Cavoli.

Il Golfo di Carbonara
L’arco sabbioso della spiaggia di Villasimius
e di fronte l’isola dei Cavoli

Controverso l’origine del nome dato a quest’isoletta visibile al largo di Capo Carbonara c’è chi sostiene derivi da un’errore di traduzione di isula de is càvurus (isola dei granchi) altri che derivi dall’ abbondante presenza endemica di piante di cavolo selvatico.

L’isoletta dei Cavoli

Torniamo quindi a Villasimius ed aspettiamo di veder tramontare il sole direttamente dalla spiaggia, notte al posteggio limitrofo dove ci sono solo un gran numero di camper.

Cala il sole sulla spiaggia di Villasimius

Dopo due giorni dedicati esclusivamente ai bagni di mare, nel pomeriggio lasciamo Villasimius e prima di intraprendere la salita verso Olbia andiamo a vedere prima la spiaggia di Capo Boi e poi quella di Solanas dove sostiamo per la notte. Anche questa vacanza è giunta al termine.

I colori del mare di Sardegna

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