MOLISE


Come trasformare gli ostacoli ed i contrattempi in opportunità, ovvero complice la pandemia mondiale di Covid-19 ci vediamo costretti a rinunciare ad un viaggio programmato e già pagato in Uzbekistan.

Ed allora eccoci pronti a partire alla scoperta della più piccola e meno considerata di tutte le regioni italiane “Il Molise”.

I meno giovani come me ricorderanno sicuramente che a scuola il Molise veniva sempre studiato ed abbinato all’Abruzzo.

Invece questa piccola realtà è in grado di mostrare a tutti i visitatori che abbiano un sufficiente grado di curiosità per andarne alla scoperta un patrimonio archeologico, paesaggistico e culinario nonché una storia di tutto rispetto.

Termoli: L’antico borgo racchiuso tra mura

Noi partiamo alla sua scoperta  dalla città di Termoli, certamente il polo turistico meglio attrezzato di tutta la regione.

Termoli: Centro storico e cattedrale all’interno delle vecchie mura

Questa ridente cittadina è sorta alle foci del fiume Biferno, uno dei grandi corsi d’acqua della regione, che nasce dal calcare del Matese.

Termoli: il trabucco

Per popolazione è seconda solo al capoluogo di regione Campobasso, si caratterizza per la presenza di un promontorio sul quale sorge l’antico borgo marinaro, delimitato da mura che sprofondano a picco sul mare.

Termoli: Il castello Svevo

Delle antiche mura normanno-sveve oggi resta la sola torre d’angolo, divenuta il simbolo più rappresentativo della città. Costruita sui resti di una più antica torre longobarda viene definita Sveva per la ristrutturazione e fortificazione voluta da Federico II di Svevia nel 1240.

Il castello Svevo e le spiagge

Gli stretti vicoli che si aprono tra le case del centro storico conducono alla pittoresca Piazza del Duomo, dove affaccia la bella cattedrale, datata tra il XII e il XIII secolo.

I lindi vicoli della cittadina
Il vicolo che conduce alla Cattedrale

La cattedrale di stile romanico pugliese con una facciata divisa in due parti distinte in netto contrasto tra loro. Edificata nel punto più alto del promontorio termolese al suo interno è divisa in tre navate.

Termoli: La Cattedrale
Le scenografie abitazioni del centro storico

Durante il nostro soggiorno Termolese abbiamo sostato presso la bella area di Rio Vivo a due passi dal mare con ampie piazzole pavimentate dotate di allaccio a 220V e acqua potabile. A pochi chilometri dal centro, tranquilla e ben gestita. Assolutamente da consigliare.

Area Rio Vivo Camper

Lasciamo Termoli e la sua costa per arrampicarci in collina prima tappa San Martino in Pensilis posizionata sulla riva destra del fiume Biferno. Interessante il centro storico, detto Mezzaterra che custodisce notevoli palazzi e chiese di grande rilievo.

San Martino in Pensilis
San Martino in Pensilis chiesa di S. Pietro Apostolo

Tra le peculiarità gastronomiche che il paese può vantare vi è la “Pampanella”, che anticamente veniva preparata solo in occasione della festa della corsa dei carri il 30 aprile e della fiera annuale del 30 agosto. Viene confezionata con carne di maiale condita con sale, aglio e cosparsa di abbondante peperoncino dolce e piccante macinato. Si lascia quindi riposare per alcune ore prima di infornarla coperta con carta paglia bagnata e a fine cottura condita con aceto.

La Pampanella

deve il suo nome alle foglie della vite, che in passato avevano la stessa funzione della carta paglia, mantenendo umida la carne durante la cottura. Un ultimo sguardo alla chiesa di San Giuseppe e poi via verso Larino.

San Martino in Pensilis Chiesa di San Giuseppe

Larino: Palazzo Ducale

Larino sorge su un fianco collinare nella base valle del Biferno, il territorio offre una natura viva forgiata da una cultura millenaria, colline trafitte dal sole e colorate dalle stagioni, le sue origini risalirebbero, nientemeno che agli Etruschi.

Larino

La cittadina comprende due nuclei distinti, uno romanico ed uno medievale. Il primo insediamento già abitato dai Sanniti, custodisce oggi i resti dell’anfiteatro romano.

Larino l’anfiteatro romano

Più in basso sorge il centro medievale, dove la popolazione si trasferì in seguito ai continui saccheggi saraceni e al disastroso terremoto del 1301, ospita la chiesa di San Francesco, Il palazzo Vescovile e la straordinaria cattedrale.

Larino: Palazzo Ducale

Il palazzo Ducale è l’antico castello edificato intorno al 1100-1200 dai conti Normanni, durante la conquista longobarda della penisola.

La Cattedrale di San Pardo
e il suo fantastico portale

La cattedrale di San Pardo è una delle più importanti opere d’arte in stile romanico dell’Italia meridionale. La data di consacrazione (1319) è riportata nell’architrave del portale in caratteri gotici.

Una veduta della campagna circostante Larino

Ci dirigiamo adesso verso Bonefro, paese dalle origine longobarde, narra la leggenda che abbia avuto origine dal “ratto delle venafrane” quando un gruppo di pellegrini diretti al Santuario di San Michele Arcangelo nel Gargano furono assaliti da un gruppo di pastori locali che rapirono tutte le loro donne. Fu questo gruppo di donne asservite ai nuovi padroni e rassegnate al loro nuovo destino a fondare il nucleo originario dell’odierna Bonefro. 

Bonefro

Da vedere ma purtroppo non visitabile in quanto oggi residenza privata, il massiccio castello posto in alto a dominio del piccolo borgo e poi la bella Chiesa di santa Maria delle Rose.

Bonefro – Il castello

Bonefro – Santa Maria delle Rose

Ma noi ci siamo spinti in queste lande per andare alla ricerca della cascata dei Pioppi, bisogna chiedere ai paesani per poter individuare l’inizio del sentiero, purtroppo sarà una costante,  ancora ignari, ma presto scopriremo che in Molise le indicazioni che possano indirizzare i turisti alla scoperta delle bellezze del territorio qui come altrove sono inesistenti.  Meno male che ovunque la popolazione è molto cordiale, disponibile ed amichevole.

La cascata dei Pioppi

Dopo una bella passeggiata di venti minuti all’ombra del bosco giungiamo alla meta, purtroppo le scarse precipitazioni hanno prosciugato il ruscello che le alimentava e dobbiamo accontentarci di ammirare le rocce dalle quali avrebbe dovuto scrosciare a valle. 

Casacalenda

Ci dirigiamo ora verso il paese di Casacalenda, disteso su di un colle panoramico nella valle del Cigno: tra gli edifici più significativi da citare il palazzo Ducale, che ingloba al suo interno una delle porte di accesso al centro storico cittadino.

Casacalenda – Palazzo Ducale

Nell’intrico dei suoi vicoli è possibile ammirare la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, ricca di opere rinascimentali e barocche.

Casacalenda – Chiesa di santa Maria Maggiore

Siamo ormai nel tardo pomeriggio e le ombre della sera cominciano a scendere inesorabilmente dobbiamo ancora raggiungere e superare il caratteristico borgo medievale di Guardialfiera. Purtroppo non possiamo visitarlo in quanto intendiamo raggiungere l’area di sosta attrezzata situata nel comune di Civitacampomarano dove intendiamo trascorrere la notte.

L’abitato di Guardialfiera

Fidandoci del navigatore non abbiamo consultato come si faceva un tempo la cartina stradale, avremmo presto scoperto che non risulta segnata alcuna strada che congiunga Guardialfiera a Civitacampomarano.

Con la partecipata assistenza  di alcune famiglie del luogo ci indicano una strada dal fondo oltremodo sconnesso che attraverso un fitto bosco conduce alla meta. Numerosi sono i bivi lungo il percorso ed è facile perdersi. Viene rintracciato un signore che con la sua panda 4×4 deve fare quella strada per andare a casa. Con la sua scorta giungiamo a destinazione che è ormai buio pesto, l’agognata area di sosta è ormai in completo stato di abbandono da svariati anni situata in un luogo isolato in mezzo al bosco distante una decina di chilometri dal centro cittadino.

L’invaso artificiale di Guardialfiera

Dopo aver percorso la strada letteralmente piena di voragini che conduce all’area attrezzata facciamo velocemente marcia indietro ed andiamo a passare la notte al sicuro in un posteggio della cittadina.

Vedi le mie foto.           Prosegui il viaggio