Monviso

Ci sono dei momenti nella vita di tutti noi nei quali ci si trova ad affrontare nuove esperienze, e non è detto che debbano per forza essere atti eroici, ma semplicemente il divagare da quella che è l’abitudine della vita quotidiana.  Nel mio caso mi riferisco al momento in cui ho deciso di intraprendere il giro del Monviso, avevo già affrontato svariati trekking ma mai di più giorni che includessero la necessità di dormire presso un rifugio.   E devo dire che si è trattato di un’esperienza unica sia dal punto di vista paesaggistico che umano, per gli scorci panoramici che ho potuto vedere  e  per l’affinità elettiva che si riesce ad instaurare passo dopo passo lungo questi impervi sentieri con le persone che incontri lungo la via e ti affiancano  per un breve periodo della tua vita.

Lo sviluppo complessivo dell’intero percorso è stato da noi compiuto in quattro giorni, con molta calma ed apprezzando le varie bellezze che si incontrano sulla via.  So di un’altra gente certamente più sportiva di me che l’ha portato a termine in due giorni, compiendo sicuramente un’impresa dal punto di vista personale o sportivo ma certamente non entrando nella giusta sintonia con i luoghi che ha attraversato.

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