Salita al Lago delle Portette

Questa mattina saliremo al rifugio Emilio Questa che si trova in posizione dominante sulle sponde del lago delle Portette a 2388 metri di quota nelle vicinanze del confine francese.

Il sentiero ha inizio proprio dal parcheggio a monte delle Terme di Valdieri, subito si imbocca la strada sterrata ex militare che sale al Vallone del Valasco (segnavia N43).

Si entra quasi immediatamente in un bel bosco misto di latifoglie, raggiunto il primo tornante è possibile a scelta proseguire lungo la larga sterrata o immettersi nel sentiero che si inerpica mantenendosi vicino al torrente tagliando così i numerosi tornati della strada soprastante.

Giunti a 1700 metri se si è seguito il sentiero lungo il torrente occorre guadagnare definitivamente l’ex strada militare sterrata, si supera agevolmente un rio che invade la strada, acqua abbondante solo durante il disgelo in primavera.

Salita al vallone del Valasco

Superata una piccola fonte sulla destra, pochi metri ed all’improvviso una bella cascatella preannuncia l’ingresso al Piano inferiore del Valasco


La bella cascatella che preannuncia il Piano inferiore del Valasco

L’ampia conca del Piano Inferiore del Valasco

Immediatamente vi ritroverete nell’ampio pianoro oggi adibito a pascolo ma in passato grande lago di origine glaciale con di fronte ai vostri occhi l’immensa mole del monte Matto. 

La sterrata prosegue senza indugi verso il centro del pianoro scomponendosi poco più avanti, seguendo la vostra sinistra (segnavia N43A) arriverete al rifugio Valasco (1763 m.slm) antico Casino di caccia del Re, imboccando invece il ramo destro salirete verso il Piano superiore del Valasco e i laghi di Valscura. 


L’ex casa di Caccia Reale dei Savoia

A caratterizzare la piana sorge un curioso edificio contrassegnato ai lati da due torri cilindriche, è la ex Casa Reale di Caccia fatta costruire nel 1870 dal re Vittorio Emanuele II come base per  le sue battute di caccia, dalla storia molto travagliata, nel corso della prima guerra mondiale fu trasformata per volere del re Vittorio Emanuele III in caserma e venne per la prima volta danneggiata da un incendio.

Fu riparata per mezzo dei fondi messi a disposizione dagli stessi militari che si occuparono di tutte le riparazioni del caso, destino immutato nel corso della seconda guerra mondiale quando utilizzata come deposito di materiali e rifugio per le truppe venne nuovamente danneggiata da un incendio e nuovamente restaurata a cura dei militari ivi presenti.

Abbandonata infine al suo destino venne utilizzata dai pastori del luogo come stalla dove riparare gli animali all’alpeggio, venne quasi completamente distrutta da un’ulteriore incendio, fortunatamente dopo ingenti lavori di ristrutturazione  è stata convertita (dal 2008) dai nuovi proprietari a rifugio per tutti gli escursionisti e le famiglie che la raggiungono facilmente durante i fine settimana estivi.

Le stanze a disposizione degli escursionisti

Ci si inerpica lungo la salita superando quasi subito una scenografica cascatella e un ponte in legno, mentre la carrareccia prosegue in salita con numerosi tornanti immersi in un bel paesaggio ingombro di larici, dove in corrispondenza delle svariate curve regalano panoramici scorci sul sottostante pianoro del Valasco 

Belle vedute sul piano del Valasco e la sua ex Casa Reale di Caccia

La sterrata prosegue in una salita tutto sommato regolare contornata in continuazione da grandi larici, supererete quindi un’altra bella cascata prima di giungere intorno a quota 2000 metri slm ad un bivio facilmente distinguibile da un’enorme larice mozzato.

Qui a voi la scelta se desiderate prendere il sentiero che si stacca in salita alla vostra sinistra a fianco dell’enorme larice arriverete in circa un’ora al rifugio mentre proseguendo lungo il sentiero principale salirete nei pressi del lago Inferiore di Valscura (2274 mt) per poi proseguire  fino al rifugio attraverso un’itinerario più lungo (circa 2 ore), 

Noi proseguiamo lungo il sentiero principale (N23) fino a raggiungere per poi superare una galleria artificiale, vero capolavoro di ingegneria militare che ci immette direttamente nella gola di Valscura percorsa da un caratteristico torrentello.


La galleria artificiale che immette nella gola di Valscura

La gola di Valscura

Si prosegue ora in una strettoia naturale che scorre tra due pareti di rocce ferrose dall’inconfondibile colore rosso mattone (da cui trae il nome Valscura), proseguendo la salita, in breve si arriva sulle sponde del lago inferiore di Valscura (2.274 metri slm), uno dei più grandi della Valle Gesso, ai piedi dell’imponente mole rocciosa della Testa del Malinvern. 

Il lago Inferiore di Valscura

Altra immagine del lago superiore di Valscura

Si entra adesso nella parte forse più suggestiva dell’intero percorso, ad un’altezza ampiamente superiore ai 2000 metri si può tranquillamente passeggiare su tratti di strada perfettamente lastricati che neanche le abbondanti nevicate e le gelate conseguenti sono riuscite a scalfire. 


Si tratta dell’ex strada strada militare n° 452 costruita negli anni trenta per permettere il trasporto in quota dei cannoni dell’artiglieria.


Le pietre sono incastrate le une nelle altre permettendoci di camminare su di una superficie perfettamente livellata.

Un’autentica meraviglia dell’incessante opera dell’uomo che lascia sempre senza fiato per lo stupore.

Un’ultima veduta della bella strada militare

Si prosegue ancora, risalendo il vallone, sulla sponda settentrionale del Lago inferiore per piegare a sud, la carrareccia in questo tratto ricorda più una rotabile perfettamente lastricata che un sentiero di alta montagna. Si prosegue attraversando grandi pietraie fino a raggiungere l’ampia conca detritica che ospita i quattro Laghi superiori di Valscura.    

Uno dei laghi superiori di Valscura

Passaggio nella conca detritica che ospita i laghi superiori di Valscura

L’ultimo dei laghi superiori di Valscura

Lasciatici alle spalle i laghetti superiori di Valscura proseguiamo lungo la mulattiera che ora serpeggia nella conca compiendo un semicerchio verso sinistra e prende a risalire il ripido pendio detritico terminale. Ignorate il bivio alla vostra sinistra (segnavia N24B) che conduce alla Bassa della Lausa, arrampicandosi lungo i suoi tornanti avrete davanti ai vostri occhi lo splendido anfiteatro dominato dalla Testa del Claus  (2889 metri slm) fino a giungere sulle rive dello spettacolare Lago del Claus (2344 metri slm) con al centro una piccola isola. 


Lo sguardo spazia su uno splendido anfiteatro montano

Sosta al Lago del Claus

Il Lago del Claus con le sue isolette

Veduta panoramica sul pianoro del Valasco e la bassa valle Gesso

Superato il Lago del Claus arriverete ad un’altro bivio, dove abbandonerete la via militare per seguire il sentiero sulla destra che porta al rifugio Questa, toccherete prima la massima elevazione di tutto il percorso (2402 metri slm) per discendere verso le pietraie che ci separano dall’ormai visibile rifugio Questa (2388 metri slm)

Il rifugio Emilio Questa

Il rifugio Questa sorge su un dosso roccioso situato sulla sponda nord del lago delle Portette, al centro di un’ampia conca circondata dalle cime delle Portette, del Claus e del Prefouns.

Il Rifugio Emilio Questa

Comodamente seduti sulle panche del rifugio ci rifocilliamo ammirando ai nostri piedi le splendide sfumature del bellissimo lago glaciale considerato tra i più profondi delle Alpi Marittime.

Le splendi de sfumature del lago delle Portette

Il lago delle Portette

Pic-nic al rifugio

Un’altra veduta del lago delle Portette

Dopo il meritato riposo è giunta l’ora di riprendere il cammino che ci riporterà al Piano del Valasco per il rientro al nostro camper che ci attende nel parcheggio delle Terme.

L’inizio della discesa per il ritorno

Scende lentamente la nebbia

Ritorna al menù o….. sali con noi al rifugio Morelli Buzzi Vedi le mie foto dell’escursione