Siviglia


Eccoci giunti finalmente a Siviglia, capoluogo dell’Andalusia, il suo nome evoca il Guadalquivir, in cui da sempre si specchia. Siviglia è …………profumo di fiori d’arancio, conversazioni animate nei caffè, i tori, Siviglia è luce, colore, in estate calore molto calore. Assolutamente da vedere Piazza di Spagna, La Giralda con la Cattedrale, il Real Alcazar e molto altro………..


Siviglia – Plaza de Espana

La Plaza de Espana è una delle piazze più importanti della città, situata all’interno del parco di Maria Luisa, costruita dal 1914 al 1928 ed inaugurata nel 1929 in occasione dell’Expo Iberico-americana. Costruita seguendo lo stile dell’architettura neo-moresca è stata realizzata con ceramiche e mattoni tipici della regione, la sua forma nell’intenzione del suo ideatore l’architetto sivigliano Annibale Gonzàlez è un omaggio della Spagna all’America.

Siviglia – Plaza de Espana

Questo portico semicircolare che simboleggia un’abbraccio mette in mostra una serie di panchine rivestite delle tipiche maioliche andaluse, gli azulejos che illustrano un evento storico per ciascuna delle 49 province spagnole riprodotte.












Attraversata da un canale, purtroppo asciutto quando l’abbiamo visitata noi, solcato da quattro ponti che simboleggiano i quattro antichi regni di Spagna




Nostra base per la visita cittadina è il camping Sevilla situato vicino all’aeroporto che dista ben 11 chilometri dal centro, ci vuole una mezz’ora buona per raggiungere il centro.

Costeggiamo ora il maestoso palazzo di San Telmo sede della presidenza del governo autonomo andaluso.

Siviglia – Palazzo di San Telmo

Il suo portale principale rappresenta uno dei migliori esempi di barocco sivigliano. E’ interamente ricoperto da una suntuosa decorazione con rilievi e sculture. In alto, un’immagine di San Telmo si staglia nel cielo.

Portale barocco palazzo San Telmo

Siamo nelle adiacenze del Guadalquivir che in questo punto scorre su due sponde parallele con al suo interno come un’isola il quartiere di Triana los Remedios. In lontananza si intravede affacciata sulle acque del Guadalquivir la possente mole di questa elegante torre almohade la “torre dell’oro” dall’arabo Borg-al-azajal che significa appunto bagliore dorato.

La torre dell’oro

Costruita nel XIII sec. quale parte del sistema difensivo della città presenta una superficie in materiale piastrellato di malta di calce e paglia in grado di riflettere una luce dorata sulle acque del fiume.

Borg-al-azajal

Nelle vicinanze si trova inoltre l’Hospital de la Caridad la cui facciata di un bianco accecante quando viene illuminata dal sole, presenta cinque murali in ceramica bianca e azzurra raffiguranti le virtù teologali: Fede, Speranza e Carità, San Giorgio che lotta contro il drago e Santiago Matamoros ovvero San Giacomo sterminatore dei Mori.

Hospital de la caridad

Sorto nel 1676 per volontà di Don Miguel de Manara per fornire un’aiuto a tutti i poveri e bisognosi di Siviglia.

Cortile interno dell’hospital de la Caridad
L’altare barocco della chiesa

Alle spalle dell’Hospital ci addentriamo maggiormente nel centro storico fino a che non si staglia di fonte ai nostri occhi l’immensa cattedrale di Siviglia.

Cattedrale di Siviglia

“Costruiamo una chiesa così grande che quelli che la vedranno ci prenderanno per matti” dichiarò il Capitolo della cattedrale quando nel 1401 decretò la demolizione della moschea”.

Veduta notturna della cattedrale

Effettivamente la cattedrale colpisce per le sue dimensioni. All’esterno si può apprezzare il gioco di volumi architettonici

Altra immagine della Cattedrale

L’interno ci appare come un universo di pietra, vetrate e ferro battuto, data la sua ampiezza e ricchezza, esso è diviso in cinque navate e diverse cappelle laterali. In fondo alla grande navata centrale attira tutta l’attenzione il maestoso coro circondato da grandi organi e la Cappella che si sviluppa su quattro piani con la grande pala d’altare con retablo, una delle opere più importanti della storia dell’arte iberica.

Cattedrale la navata centrale
Il maestoso coro della Cattedrale
Altare maggiore con retablo

Nella zona orientale merita una visita la Cappella Reale rinascimentale dove si venera la “Virgen de los Reyes”, patrona della città.

La cappella Reale
L’organo della Cattedrale

Un altro manufatto molto discusso è conservato all’interno della cattedrale un monumento di quattro cavalieri che rappresentano le quattro grandi provincie spagnole che sorreggono un sepolcro “La tomba di Cristoforo Colombo” morto a Valladolid nel 1506. Certamente il grande navigatore genovese venne sepolto una prima volta a Siviglia; in seguito la tomba fu trasferita a Santo Domingo per tornare poi nel 1898 al termine della guerra ispano-americana a Siviglia.

Si discute ancora oggi se questa sia la sua vera sepoltura.

La tomba di Cristoforo Colombo

All’esterno un’altra meraviglia il cortile degli aranci (Patio de los Naranjos), questo singolare cortile rettangolare circondato da aranci, era il patio delle abluzioni della precedente moschea.

Patio de los Naranjos

Nelle vicinanze sorge la Giralda, elegante ed altera, rappresenta il simbolo della città, in origine era il minareto dell’antica moschea e rifinita con tre sfere dorate che caddero nel corso di un terremoto nel XIV sec. La salita della Giralda ci offre splendidi panorami sul patio degli aranci e sull’insieme dell’alcazar

La Giralda

La sezione inferiore della Giralda è quella costruita originariamente dai musulmani. La costruzione cominciò nel 1184 per ordine del sultano del Marocco Abu Yaqub Yusuf. Per le fondamenta vennero utilizzate pietre di antiche costruzioni romane, alcune di queste pietre si possono ancora vedere nella Giralda a raso terra.

La Giralda di notte

La struttura della Giralda consta di quattro pareti esterne e quattro interne, e fra queste si trova una rampa a spirale inclinata che sale fino alla terrazza. Per questa forma era possibile per il sultano ed il muezzin salire al minareto a cavallo. La costruzione terminò nel 1196 e nel 1198 si aggiunsero quattro sfere di rame lucido che riflettevano la luce del sole e rendevano visibile la città a chilometri di distanza.

Sulla cima della Giralda

Foto di gruppo in cima alla Giralda

Con i suoi 82 metri di altezza fu per un certo tempo la torre più alta del mondo ed una delle più belle del mondo islamico. Quando la città fu conquistata dal re cristiano Fernando III di Castiglia nel 1248 la moschea fu adattata per essere convertita in cattedrale.

Nel 1356 un terremoto distrusse parzialmente la parte superiore della Giralda, facendo cadere le sfere di rame. Verso il 1400 fu collocata una torretta campanaria in sostituzione delle parti danneggiate.

Porta di accesso alla Giralda

La moschea fu demolita nel 1433 per costruire una cattedrale di forma cristiana, che fu inaugurata nel 1507. Fortunatamente la Giralda si salvò da questa distruzione e continuò ad essere utilizzata come campanile della cattedrale. Tra il 1558 e il 1568 si costruì un nuovo campanile rinascimentale e le sezioni che si trovano sopra questo, e si collocò un segnavento in bronzo che corona la Giralda e rappresenta la fede cristiana. In questa forma la Giralda acquisì il suo aspetto attuale, con un’altezza di 98,5 metri. Il nome di Giralda proviene dai giri che il vento produce su questo segnavento. La Giralda è tuttora il campanile della cattedrale di Siviglia.

Gargoilles

Aperitivo in piazza

Siviglia in….Azulejos

Siviglia – Real Alcazar

La giornata ha inizio con la visita al Real Alcazar originariamente fortezza dei mori. Il palazzo resta uno dei migliori esempi di architettura mudéjar, stile sviluppatosi durante il regno cristiano della Spagna, ma che utilizzò influenze architetturali islamiche. Come spesso qui in Andalusia il suo nome deriva dall’araboالقصر, al-qaṣr, che significa “palazzo”.

Piantina del Palazzo reale

Questo meraviglioso complesso palatino presenta caratteristiche particolari che lo differenziano dalle altre residenze reali; la gran varietà di stili architettonici è dovuta al fatto che fu costruito a tappe successive a partire dal secolo X. Del palazzo almohade si conservano solamente il patio del gesso e gli archi fortificati che separano il patio della Monteria dal patio del Leòn. Il nucleo principale del palazzo fu eretto da Pedro I el cruel nel 1362. Capolavoro dell’arte mudejar fu realizzato con il contributo di artisti granadini, per cui le decorazioni risentono dell’influenza dello stile dell’Alhambra che risale allo stesso periodo.

Si accede alla struttura attraverso la Porta del leone (Puerta del Leòn) e subito ci si ritrova nel Patio de la Monteria (giardino della caccia), il più grande, dove il re radunava i cavalieri prima di partire per la caccia.

Patio de la Monteria

Varcato il portale in fondo al patio si è ammessi all’interno del Palazzo di Pedro I, a venirci incontro è il primo dei due famosi giardini, il Patio de las Doncellas (il giardino delle fanciulle), questo è il patio più importante di tutto il palazzo quello dove si svolgeva gran parte della vita reale, il nome deriva infatti dal gran numero di donne che qui si incontravano.

Patio de las doncellas

Da questo cortile si può accedere a svariate importanti sale del palazzo come quella detta degli ambasciatori.

Particolare stanza degli ambasciatori

Accedendo al Patio de las Munecas (cortile delle bambole) si accede alla zona dedicata alla vita privata del re, il nome trae origine da quattro piccole teste che decorano uno degli archi.

Patio de las Munecas

A questo punto non resta che ammirare gli splendidi giardini che circondano il palazzo, gli stessi si sviluppano a terrazze e combinano vari stili, dal giardino italiano, arabo a quello francese.

Lo stagno di Mercurio

Appena si mette piede nel giardino reale si incontra il giardino dell’Estanque (Giardino dello stagno) con al centro della vasca una statua di Mercurio.

Questo piccolo paradiso in terra vede scorrere tutto intorno al suo perimetro un’artistica galleria ad archi progettata dall’architetto milanese Vermondo Resta detta Galleria dei grotteschi.

Galeria del Grutesco

Al centro dei giardini il pabellon de Carlos V, circondato da un portico ad azulejos e coperto da una cupola artesonada.

Il padiglione di Carlo V

Ora non resta che fare come certamente facevano i sovrani dell’epoca e perdersi tra i viali odorosi di questo giardino dell’eden tra fontane zampillanti e labirinti di siepi.


Dopo un lauto pasto ristoratore ci spostiamo ora a visitare la Casa di Pilatos

Questo è uno dei monumenti più singolari della città. La sua costruzione venne iniziata da Don Fadrique marchese di Tarifa, che in seguito ad un viaggio a Gerusalemme, pare si fosse ispirato al pretorio di Ponzio Pilato da cui il palazzo prese il nome.

Il meraviglioso patio ricorda un elegante palazzo arabo con le sue magnifiche arcate e gli splendidi azulejos.


Prima di lasciare definitivamente la città torniamo alla Giralda per dare un’occhiata al panorama dalla sua cima.

Veduta cittadina dall’alto della Giralda

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