Venafro

VENAFRO

Venafro – Piazza dell’Annunziata

Già famosa al tempo di Roma per la produzione di un eccellente olio extravergine, citato anche dai grandi scrittori latini: Varrone, Plinio il Vecchio, Strabone, Orazio, Marziale e Giovenale

Venafro

Un bel centro storico accoglie il viaggiatore, dominato dall’elegante Castello Pandone.

Venafro – castello Pandone

Convertito dal suo proprietario, Enrico Pandone, in una residenza di rappresentanza di altissimo livello, trasformando il castello in una dimora signorile facendo affrescare tutte le stanze del piano nobile con la raffigurazione dei suoi cavalli a grandezza naturale, gli stalloni delle scuderie reali, che egli stesso allevava

Si narra che il Conte stesso fece dono del suo destriero preferito al re Carlo V

Il piano nobile del castello Pandone

I suoi amati cavalli

I cavalli di castello Pandone

Castello Pandone – Il Salone delle Feste

Il centro storico di Venafro

Nel corso della seconda guerra Mondiale Venafro ad un certo punto si é trovata suo malgrado a dover recitare un ruolo preminente, infatti i tedeschi in fuga da Napoli si attestarono lungo il fiume Volturno creando una linea denominata Gustav che andava dalla costa tirrenica fino all’Adriatico, un’unica catena montuosa che includeva diversi paesi molisani tra cui Venafro.

A seguito dei numerosi combattimenti invernali la linea venne rinominata in “Winter Line” l’unico suo scopo era quello di ritardare l’arrivo degli alleati, i tedeschi tennero la posizione con decisione facendo un fronte di battaglia che impegnò in duri scontri le forze alleate fino a primavera.

Il 15 marzo 1944 le forze alleate bombardarono Venafro, provocando la totale distruzione dell’abitato e causando molte vittime anche fra i civili, fra cui molte donne, anziani e bambini oltre a circa 200 tra soldati americani e francesi accampati intorno alla cittadina.

Il tutto dovuto ad un tragico errore, infatti le forze aeree alleate impegnate nel bombardamento di Cassino, confusero Venafro con Cassino e la distrussero.

A memoria di tale fatto alla periferia di Venafro sorge un grande cimitero francese.

Venafro – Il cimitero francese

Venafro oltre alle sue bellezze paesaggistiche ed architettoniche vanta sempre nei locali del castello Pandone il Museo nazionale del Molise che espone opere provenienti dai depositi dei Musei di Capodimonte e San Martino di Napoli, della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma e del Palazzo Reale di Caserta.

Sale del Museo nazionale del Molise
Il famoso Polittico di Nottingham

Nelle sale dell’ex convento di Santa Chiara, Venafro ospita invece il bel museo Archeologico, al suo interno si possono ammirare opere che vanno dal Neolitico al periodo romano provenienti dal sito della Venafrum romana.

In un’altra sezione del museo viene ricostruita la vita quotidiana dei ricchi dell’epoca romana attraverso l’esposizione di mosaici, affreschi, anfore usate per il vino, gli utensili utilizzati nei banchetti e le raffinate statue di marmo.

Venafro – Museo archeologico
Venafro – museo Archeologico

Facciamo ora rotta verso verso nord passando attraversando il bel paese di Colli a Volturno conosciuto dai locali come la “piccola Parigi”, bella la sua visione ai piedi delle Mainarde, antico centro Sannita, la versione attuale risalente al borgo medievale si deve all’opera dei monaci Benedettini di San Vincenzo al Volturno intorno al X secolo.

Colli a Volturno

La nostra meta è il villaggio di Fornelli ricordato come il paese delle sette torri, anch’esso inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia, dolcemente adagiato in posizione meravigliosa su di un colle dal quale si può godere una splendida vista sul mare di ulivi che circonda tutto il paese.

Fornelli – La piazza e la chiesa di san Pietro Martire

Come di consueto da vedere La chiesa Madre dedicata a San Michele Arcangelo preceduta da un loggiato composto da una grande arcata che si apre su un’imponente scalinata che la collega alla piccola piazzetta, se non fosse per l’alto campanile assomiglierebbe più ad un tempio italico che ad una chiesa.

Fornelli – La chiesa Madre

Ed ancora vicoli, scalinate, il favoloso percorso lungo le mura un’intero borgo all’interno di un castello interamente racchiuso dentro una cinta muraria

Fornelli – La fontana dell’estate

Scambiandosi sorrisi, chiacchiere, liti e lacrime, davanti al fontanino le donne facevano la fila,

quale che fosse il tempo il tempo atmosferico,

per riempire di acqua il tino di rame, per lavare le lumache e per attirare l’attenzione degli uomini.

Questa citazione è visibile in una piazzetta del paese al di sopra di una fontana in ghisa detta la “fontana dell’estate” copia perfetta di un’opera realizzata dal francese Mathurin Moreau e presentata all’esposizione di Parigi nel 1867. 

Appena giunti in loco vi si presenterà di fronte la mole severa del castello, il borgo è infatti ancora oggi interamente cinto da mura. Il castello dopo le ristrutturazioni avvenute nel corso del XVII-XVIII secolo, si presenta più come una dimora gentilezza fortificata, conserva due grosse torri laterali di vedetta, ed un portale monumentale di accesso al borgo.

Fornelli – le torri del suo castello

Fornelli – La parte alta del suo centro storico

Il giorno precedente percorrendo la strada per spostarci a Venafro ad un certo punto nel momento in cui la fitta vegetazione che ci accompagnava lungo il tragitto ha subito un momentaneo arresto abbiamo avuto una visione come in un sogno alla nostra sinistra abbiamo visto materializzarsi un borgo fatato dominato dalla mole severa di un grande castello. Abbiamo scoperto trattarsi di Cerro al Volturno ed abbiamo deciso di farci visita oggi.

Cerro al Volturno

Anche questo paese come molti qui in Molise è stato costruito letteralmente adagiato sul fianco di una collina con in alto il castello a dominio di tutta la valle. Come a Venafro il castello era di proprietà della famiglia Pandone.

La parte bassa del borgo di Cerro al Volturno

Dopo aver compiuto la salita al castello, non visitabile in quanto ad oggi proprietà privata, merita comunque la veduta dall’alto. Considerata l’ora tarda decidiamo di fare base per la notte presso questo ospitale paese.

Cerro al Volturno – chiesa SS.Pietro e Paolo e castello

Cerro al Volturno – La nostra base notturna

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